FAQ

Cos’è la violenza?

Cos’é la nonviolenza?

Perché “combattenti nonviolenti” se poi quello che fanno è del tutto normale?

Se si è nonviolenti come si fa a intervenire in situazioni di violenza?


Cos’è la violenza?

Possiamo definire sinteticamente la violenza come quell’atto che nega nell’altro ciò che c’è di più umano: l’intenzionalità. Si tratta quindi di un atto che fisicamente, psicologicamente o economicamente limita nell’altro le sue possibilità di emancipazione.

Si manifesta in modo costante e quotidiano in ambito economico, politico, ideologico, religioso, familiare, culturale.


Cos’è la nonviolenza?

Un insieme di concetti morali che negano la violenza. Si traduce nell’azione in una metodologia di lotta contro ogni forma di violenza.


Perché “combattenti nonviolenti” se poi quello che fanno è del tutto normale?

È appunto questo il fulcro del discorso: noi non siamo speciali e non facciamo cose speciali. Purtroppo viviamo in un contesto in cui a volte la normalità va ristabilita, intervenendo in situazioni di discriminazione e violenza. Il fatto di non commetterle è una questione di coerenza. Per quanto riguarda il soccorso, questo non solo risponde al principio morale di trattare l’altro come si vorrebbe esser trattati, ma va anche detto che l’omissione di soccorso è un reato, per cui non si tratta di fare una cosa normale ma di adempiere a un obbligo morale nonché di legge. Tuttavia ci sembra opportuno ribadirlo, perché c’è il rischio che questo obbligo si relativizzi.


Se si è nonviolenti come si fa a intervenire in situazioni di violenza?

Si interviene, se necessario anche fisicamente, cercando di fermare la violenza. Chiaramente lo si fa in base a:

  • l’intenzione di fermare una violenza, non di farne un’altra
  • le proprie capacità e possibilità

Interverremo cercando se possibile di non danneggiare altre persone. Il confine tra fare violenza e difendere un’altra persona o se stessi a volte può sembrare sottile, ma non lo è affatto. Nel momento in cui compio l’azione so bene quello che sto facendo, se sto cercando di bloccare un atto di violenza o se lo sto compiendo, magari per rivalsa, o spinto da un desiderio di “punire” l’aggressore.

Chiaramente contano anche le capacità e le possibilità che uno ha di intervenire, ci interessa l’efficacia dell’azione, non il sacrificio personale. In alcuni casi può essere meglio cercare aiuto. Quello che si propone è un atteggiamento di base, poi ognuno vedrà come metterlo in pratica a seconda delle situazioni.

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